<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!-- generator="wordpress/2.2.1" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>Racconti di sesso</title>
	<link>http://www.raccontidisesso.net</link>
	<description>Racconti erotici e storie di sesso</description>
	<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 18:07:06 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.2.1</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Pronto soccorso</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/pronto-soccorso/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/pronto-soccorso/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 18:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amatoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/pronto-soccorso/</guid>
		<description><![CDATA[Davanti a me, sulla scrivania, ho una copia di Novella 2000. Alla mia destra c&#8217;è un blocco di carta per fotocopiatrice, due o tre matite, una gomma ed una calcolatrice. Mezzanotte è passata da poco. E&#8217; una notte afosa; mi restano ancora sei ore di lavoro prima di porre termine al turno di notte. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davanti a me, sulla scrivania, ho una copia di Novella 2000. Alla mia destra c&#8217;è un blocco di carta per fotocopiatrice, due o tre matite, una gomma ed una calcolatrice. Mezzanotte è passata da poco. E&#8217; una notte afosa; mi restano ancora sei ore di lavoro prima di porre termine al turno di notte. Il telefono si mette a squillare. Richiudo le pagine della rivista che sto leggendo e sollevo la cornetta del telefono. - Pronto Urologia - dico, con voce assonnata. - Sono il dottor Gobetti del Pronto Soccorso - sostiene l&#8217;uomo che sta all&#8217;altro capo del telefono - Abbiamo un&#8217;urgenza per il vostro reparto. Avete disponibilità di letti? - Sì, due - mi faccio garante. - Bene! Fra pochi minuti i portantini saranno lì con un paziente. La comunicazione s&#8217;interrompe. Il medico ha riposto la cornetta senza concedere alcun&#8217;altra informazione. . Il reparto in cui presto servizio è di tipo specialistico. Qui confluiscono le urgenze che hanno come pertinenza l&#8217;apparato genito-urinario. Sempre più spesso, specie di notte, accogliamo soggetti affetti da perversioni. In un recente passato ho assistito al ricovero di pazienti con patologie davvero particolari come nel caso di un uomo che alla ricerca di un piacere solitario, si era infilato nell&#8217;uretra un metro di sottile filo elettrico. Per sua fortuna il chirurgo, superando non poche difficoltà, era stato in grado d&#8217;estrarlo in endoscopia dalla vescica dove si era raggomitolato su se stesso. Non più tardi di venti giorni fa si è presentato al Pronto Soccorso un paziente con il pene completamente scorticato. L&#8217;uomo ha dichiarato di essersi procurato quel tipo di lesione girando nudo per casa. A suo dire una porta dell&#8217;abitazione, sospinta dal vento, gli aveva schiacciato il pene contro lo stipite. Dopo gli accertamenti del caso è stato appurato che le cause del danno erano da attribuirsi a morsi di animale, probabilmente di un cane: il suo. Alla luce di questi precedenti ogni volta che sta per giungere un&#8217;urgenza, sono preda di una certa apprensione, specie di notte quando in reparto sono l&#8217;unica infermiera in servizio. .</p>
<p> <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/pronto-soccorso/#more-30" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/pronto-soccorso/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La crociera</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-crociera/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-crociera/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2007 19:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amatoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-crociera/</guid>
		<description><![CDATA[Eravamo sul ponte principale della nave.
Finalmente.
Fra biglietti, documenti e bagagli, nelle ultime due ore era stato un inferno.
Ma ora eravamo a bordo, pronte a partire per la nostra crociera.
L&#8217;avevamo sognata e sospirata per tutto l&#8217;inverno, parlandone in continuazione, sedute alle nostre scrivanie della società immobiliare presso la quale lavoravamo.
Avevamo studiato tutto di quel viaggio.
Il periodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eravamo sul ponte principale della nave.<br />
Finalmente.<br />
Fra biglietti, documenti e bagagli, nelle ultime due ore era stato un inferno.<br />
Ma ora eravamo a bordo, pronte a partire per la nostra crociera.<br />
L&#8217;avevamo sognata e sospirata per tutto l&#8217;inverno, parlandone in continuazione, sedute alle nostre scrivanie della società immobiliare presso la quale lavoravamo.<br />
Avevamo studiato tutto di quel viaggio.<br />
Il periodo migliore per partire, dove andare, quale nave scegliere.<br />
Avevamo sostenuto una dura lotta con i colleghi per far combaciare i nostri periodi di ferie.<br />
Ma alla fine ce l&#8217;avevamo fatta. Ora il viaggio sarebbe iniziato.</p>
<p>Monica era affacciata, accanto a me, al parapetto della nave; i capelli biondi e lunghi al vento, guardava le ultime attività che si svolgevano attorno alla nave, prima della partenza.<br />
I marinai stavano sciogliendo le ultime gomene e le enormi ancore venivano issate con un rumore stridente.<br />
Ancora pochi minuti e la nave avrebbe preso il largo.<br />
Iniziava così la nostra vacanza, il nostro viaggio tanto desiderato.<br />
E, nelle nostre speranze, avrebbe avuto inizio il divertimento.<br />
Sole e mare, visite guidate nei posti in cui la nave avrebbe fatto scalo, cibi prelibati e serate in discoteca.<br />
E, più di tutto, quello che Monica ed io ci aspettavamo, era di vivere qualche bella avventura, di rimorchiare qualche bel ragazzo, per poi raccontare tutto alle nostre colleghe, una volta rientrate in ufficio.<br />
La sirena suonò lungamente e la nave si staccò dal molo. <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-crociera/#more-29" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-crociera/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il testamento</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-testamento/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-testamento/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2007 21:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amatoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-testamento/</guid>
		<description><![CDATA[Il notaio leggeva con voce nasale e monotona i preliminari del testamento del defunto &#8221; zio &#8221; Dimitri.
Con lo sguardo, seguivo annoiato le evoluzioni di una mosca, che si posava di continuo sull’enorme scrivania, senza trovare mai pace in quell&#8217;afoso pomeriggio di luglio.
Alla lettura del testamento erano presenti anche le mie tre cugine, Marika, Anthi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il notaio leggeva con voce nasale e monotona i preliminari del testamento del defunto &#8221; zio &#8221; Dimitri.<br />
Con lo sguardo, seguivo annoiato le evoluzioni di una mosca, che si posava di continuo sull’enorme scrivania, senza trovare mai pace in quell&#8217;afoso pomeriggio di luglio.<br />
Alla lettura del testamento erano presenti anche le mie tre cugine, Marika, Anthi e Caterina.</p>
<p>Lo &#8221; zio &#8221; Dimitri non era propriamente un nostro zio.<br />
Amico d&#8217;infanzia di mio padre e di mio zio (quello vero, per intenderci), il padre delle mie tre cugine, Dimitri, scapolo impenitente, ci aveva adottati come suoi nipoti acquisiti fin da quando eravamo bambini, coccolandoci e viziandoci, riempiendoci di regali e di premure, con il risultato di diventare da subito il nostro &#8221; zio &#8221; prediletto.<br />
D&#8217;estate, in agosto, per le vacanze ci trasferivamo tutti da lui: mio padre e mia madre, il fratello di mio padre e la moglie, con al seguito il sottoscritto e le mie tre cugine.<br />
Trascorrevamo l&#8217;intero mese nella sua enorme villa sul lago di Trihonida, dove noi, da ragazzini, passavamo il tempo fra bagni e giochi, e improbabili avventure nelle assolate campagne circostanti.<br />
Ricco sfondato, lo &#8221; zio &#8221; Dimitri era proprietario di alcune società di import-export, nonché di una fiorente agenzia marittima al Pireo.<br />
Insomma, galleggiava beato su un mare di dracme.<br />
Da sempre appassionato intenditore di orologi, negli anni aveva investito capitali in una straordinaria collezione, il cui valore potete ben immaginare.<br />
E quando si era stancato di lavorare, aveva ceduto tutte le sue attività, per mettersi a godere la vita, dilapidando capitali tra auto di lusso, donne e vacanze.<br />
Un infarto lo aveva stroncato improvvisamente a St.Moritz, sembra dopo una notte di baldoria e di bevute in compagnia di due ballerine brasiliane. <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-testamento/#more-28" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-testamento/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Madre puttana, marito e figlio arrapati.</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/madre-puttana-marito-e-figlio-arrapati/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/madre-puttana-marito-e-figlio-arrapati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2007 16:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incesti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/madre-puttana-marito-e-figlio-arrapati/</guid>
		<description><![CDATA[La sera, a tavola lei era pensosa e lui come inebetito. Il padre lo avvicinò e piano gli disse &#8220;che c&#8217;è figlio, qualche troietta per la testa?&#8221;. Piero lo guardò e, improvvisamente eccitato e contento rispose &#8220;si papà, la più meravigliosa troietta della terra&#8221; suo padre rise, lui rise e finirono di mangiare. I giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sera, a tavola lei era pensosa e lui come inebetito. Il padre lo avvicinò e piano gli disse &#8220;che c&#8217;è figlio, qualche troietta per la testa?&#8221;. Piero lo guardò e, improvvisamente eccitato e contento rispose &#8220;si papà, la più meravigliosa troietta della terra&#8221; suo padre rise, lui rise e finirono di mangiare. I giorni successivi Piero era ossessionato dal pensiero di ciò che era successo in cucina e si sorprendeva spesso a pensare alle grosse tette di sua madre sulle quali gocciolava la sua sborra densa, a quei capezzoli, ricoperti della sua crema, al culo grosso e tondo di lei&#8230; . Ma Wilma si comportava come se nulla fosse e rifuggiva i suoi sguardi tanto che lui era sicuro che non avrebbe mai più provato i paradisi del corpo di sua madre; ma quella domenica mattina scoprì che si sbagliava di grosso! Suo padre era a Milano per lavoro e la mamma era in cucina che preparava il pranzo. Piero in camera sua era intento a fare i compiti ed era uno dei rari momenti in cui non fantasticava su sua madre. D&#8217;un tratto la porta si aprì e entro la mamma &#8220;ehi.. che c&#8217;è mamma?&#8221; domandò &#8220;niente&#8230; mi chiedevo se hai fame, ti vanno i tortellini?&#8221; chiese e Piero notò un forte rossore sul suo volto &#8220;si&#8230; vanno bene&#8221; e si rimise a studiare, ma, pensò, forse era la volta buona, comunque non doveva fare il primo passo &#8220;e&#8230; a che ora vuoi mangiare?&#8221; sua mamma stava cercando una scusa; la guardò e pensò che dovesse avere un lago sotto le mutande. Si alzò e si sedette sul letto, seguito dopo poco da sua mamma &#8220;senti mamma&#8221; iniziò &#8220;posso farti una domanda?&#8221; &#8220;certo&#8221; rispose Wilma sorpresa &#8220;senti&#8230; mi sa che papà non ti soddisfa granchè sessualmente, visto quello che usi&#8221; e Piero sorrise all&#8217;imbarazzo della madre &#8220;be&#8230; no&#8230; be&#8230; effettivamente.. abbiamo sempre fatto cose&#8230; come dire&#8230; .ordinarie&#8221;. Piero capì che era arrivata l&#8217;ora e il suo cazzo cominciò a drizzarsi &#8220;e non mi dire che&#8230; .che non gli hai mai fatto un pompino&#8221; Wilma arrossì, abbassò gli occhi e rispose &#8220;no&#8230; praticamente..no&#8221; &#8220;o, povera mammina&#8221; disse Piero sorridendo, sempre più convinto di averla in pugno e gli carezzò una guancia, scendendo poi a toccarle il seno. Lei lasciò fare. &#8220;Senti mamma, voglio farti vedere una cosa&#8230; vuoi?&#8221; &#8220;tutto quello che vuoi amore&#8221;.  <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/madre-puttana-marito-e-figlio-arrapati/#more-27" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/madre-puttana-marito-e-figlio-arrapati/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Esperienza Lesbica</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/esperienza-lesbica/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/esperienza-lesbica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 19:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lesbiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/esperienza-lesbica/</guid>
		<description><![CDATA[….quello che ho vissuto con Feliciana mi ha aperto nuovi orizzonti, ma che dico aperti, me li ha divaricati! Non è mai stato un mistero per me l’attrazione, io sono una virtuosa del corteggiamento, posso permettermi di sedurre chiunque voglia o quasi, con il corpo gagliardo che mi ritrovo. Mi piace camminare per Milano sentendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>….quello che ho vissuto con Feliciana mi ha aperto nuovi orizzonti, ma che dico aperti, me li ha divaricati! Non è mai stato un mistero per me l’attrazione, io sono una virtuosa del corteggiamento, posso permettermi di sedurre chiunque voglia o quasi, con il corpo gagliardo che mi ritrovo. Mi piace camminare per Milano sentendo gli sguardi di uomini e donne che mi desiderano e mi pretendono, e questo autocompiacimento lo immagazzino dentro di me, rinfocola la mia voglia, ricarica il mio desiderio, una forma di feedback che mi fa restare sempre accesa. Non mi vesto mai in modo indecente o vistoso, neanche d’estate amo scoprirmi troppo; l’idea di non portare la biancheria mi fa ridere, è pietosa, non rinuncerei mai, io che sono carioca, a ripartire l’equatore del mio culo con un tanga che lascio indovinare, da sotto gli abiti, agli intenditori. I miei fianchi sono prepotenti, arroganti, e vengono scusati solo dal mio metro e ottanta di incontrovertibile femminilità italo-brasiliana, che fa girare chiunque per strada. Io sono Rio, mi dice sempre Valentim, quando mi sdraio bocconi divento Rio, il mio culo granitico e superbo è il Pan-di-Zucchero, la mia schiena dorata e arcuata è sabbia liscia come Copacabana e le mie braccia tese il ponte Niteròi. Mi piace farmi visitare, mostrare le mie attrazioni a chi dimostra di apprezzarle. Ma non avevo premeditato di rivelarmi ad una donna. Feliciana, collega di università (io insegno storia brasiliana e sono una specialista della storia della navigazione), una quarantenne distinta, alta, dal portamento aristocratico. Non sospettavo che mi ammirasse, che scrutasse le linee del mio corpo con desiderio. Era stato Valentim a farmelo capire, lui di queste cose ne sa anche più di me. Non so come, ma questa cosa mi aveva smosso dentro. Mi ero sentita sfidata su un campo sconosciuto e sentivo urgere il desiderio dell’esplorazione. Sarei stata il bandeirante di me stessa, affrontando a colpi di machete la selva ignota del desiderio. Non volevo commettere errori, né offendere Feliciana, né fraintendere la misura del suo desiderio, inesperta di quanto una donna potesse volere da un’altra donna, che io quello che vuole un uomo da me, posso dire di saperlo benissimo, anche più di lui. Ma lei ed io? Approfittai dell’occasione di una conferenza sulla navigazione atlantica nel XX secolo, a cui avremmo partecipato tutti quanti, per invitarla a cena, con la scusa che il mio intervento sarebbe terminato sul tardi. Sapevo che avrebbe accettato, tanto più che Feliciana non abitava in città e la compagnia e l’ospitalità di una collega non l’avrebbe disdegnata in nessun caso. Durante la conferenza mi accorsi di come punteggiava la conversazione di piccoli commenti sul mio lungo abito estivo, sui miei sandali (io ho dei piedi che sono due sculture), facendomi complimenti per il gioiello, o chiedendomi dove avevo comprato quel foulard che mi donava tanto al collo. <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/esperienza-lesbica/#more-26" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/esperienza-lesbica/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Notte di ferragosto</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/notte-di-ferragosto/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/notte-di-ferragosto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 18:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amatoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/notte-di-ferragosto/</guid>
		<description><![CDATA[Era la notte di ferragosto, da tempo ormai sognavamo di poter fare l’amore all’aperto di notte sotto le stelle, ma dato che non c’era mai stata la possibilità, vuoi per il tempo che per i posti, ci eravamo sempre ritrovati a sospirarla con l’idea di metterla in pratica alla prima occasione. Decidemmo di cercare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era la notte di ferragosto, da tempo ormai sognavamo di poter fare l’amore all’aperto di notte sotto le stelle, ma dato che non c’era mai stata la possibilità, vuoi per il tempo che per i posti, ci eravamo sempre ritrovati a sospirarla con l’idea di metterla in pratica alla prima occasione. Decidemmo di cercare un posto appartato e silenzioso, e trovandoci in vacanza in montagna non ci risultò molto difficile. Così, vagando nel buio illuminato dalla Luna, scendemmo a piedi fino alle sponde del lago dove si estendeva una piana immensa. Era il posto adatto, con lo specchio d’acqua illuminato dalla luce della Luna e, sopra di noi, un tappeto di luminose stelle a farci da soffitto. Stendemmo una coperta molto vecchia trovata in una soffitta della sua vecchia casa che ci risultò essere molto utile per la cosa e ci sdraiammo a terra rimanendo per qualche istante ad ammirare quel quadro che la natura ci offriva: era splendido, temperatura calda, nessuna luce al di fuori di quella della Luna, i grilli che cantavano intorno a noi, nulla più&#8230;. Lei per l’occasione si era messa una minigonna leggera senza calze, con un top molto leggero che lasciava intravedere il suo seno, una seconda non abbondante ma soda al tatto, ed un paio di scarpe estive aperte con tacco alto che lasciavano intravedere tutto il piede, cosa che considero essere molto sensuale in una donna. Cominciò lei a prendere l’iniziativa, si posizionò su di me a smorzacandela e cominciò a togliermi la maglietta aderente. Man mano che saliva verso il mio viso sentivo la sua lingua che percorreva il mio petto soffermandosi sui capezzoli, sapeva che erano molto sensibili e che mi davano fastidio, ma era lei a condurre il gioco. Sfilata la maglietta cominciò a baciarmi il collo, le orecchie, i lobi, le guance fino a cercare la mia bocca carnosa che la faceva impazzire. Mi diceva sempre che avevo una bocca disegnata come ogni donna avrebbe voluto.</p>
<p> <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/notte-di-ferragosto/#more-25" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/notte-di-ferragosto/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La mia cara zia</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-mia-cara-zia/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-mia-cara-zia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Sep 2007 12:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incesti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-mia-cara-zia/</guid>
		<description><![CDATA[Era la sera della vigilia di natale, tutta la famiglia e riunita a casa dei nonni.
Ci sono proprio tutti zii, zie e cugini, e c&#8217;è anche lei mia zia F.
Spesso era stata la protagonista dei miei libidinosi sogni adolescenziali, ed ora anche se era passato qualche anno non passava certo inosservata.
Il suo aspetto di donna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era la sera della vigilia di natale, tutta la famiglia e riunita a casa dei nonni.<br />
Ci sono proprio tutti zii, zie e cugini, e c&#8217;è anche lei mia zia F.<br />
Spesso era stata la protagonista dei miei libidinosi sogni adolescenziali, ed ora anche se era passato qualche anno non passava certo inosservata.<br />
Il suo aspetto di donna matura, ha quaranta anni, i suoi lunghi capelli castani che le ricadono boccoluti sulle spalle, le sue labbra carnose, i suoi occhi verdi, ma sopra tutto il suo generoso seno, che lei evidenzia sempre indossando camicette o top attillatissimi, le conferiscono quell&#8217;aria da porca che aveva anche quella sera.<br />
Sedeva a tavola accanto a me, ed io non riuscivo a staccare gli occhi dalla scollatura della sua camicetta di seta bianca, intravedevi i suoi seni avvolti in un reggiseno di pizzo nero, e fantasticavo.<br />
Lei mi sorrideva e chiacchierava amabilmente con me, era impossibile che non si fosse accorta dei miei sguardi, infatti verso la fine della cena mi disse:<br />
&lt;Hai degli occhi bellissimi!&gt;<br />
Io interpretai la sua frase come un invito e fatto più audace allungai una mano sotto il tavolo fino alle sua gambe, mi insinua nel profondo spacco della sua gonna di pelle nera e l&#8217;appoggiai sulle sue gambe, temevo il peggio, ma lei sorrise e esclamò <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-mia-cara-zia/#more-24" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/la-mia-cara-zia/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Imprevisto gay nello spogliatoio</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/imprevisto-gay-nello-spogliatoio/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/imprevisto-gay-nello-spogliatoio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 21:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gay]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/imprevisto-gay-nello-spogliatoio/</guid>
		<description><![CDATA[Entrai negli spogliatoi molto dopo rispetto agli altri. Mi ero fermato a parlare con l’allenatore prima che questo tornasse a casa. Ero sicuro di essere solo: avevo visto gli altri miei compagni di squadra uscire uno ad uno dal sottopassaggio.
Mi sedetti sulla panchina e cominciai a togliermi i vestiti per fare la doccia, quando sentii [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entrai negli spogliatoi molto dopo rispetto agli altri. Mi ero fermato a parlare con l’allenatore prima che questo tornasse a casa. Ero sicuro di essere solo: avevo visto gli altri miei compagni di squadra uscire uno ad uno dal sottopassaggio.</p>
<p>Mi sedetti sulla panchina e cominciai a togliermi i vestiti per fare la doccia, quando sentii dalle docce che l’acqua continuava a scorrere. “Qualcuno deve aver dimenticato l’acqua aperta” pensai scuotendo la testa e prendendo l’accappatoio e lo shampoo. Aperta la porta mi vidi davanti Francesco, fermo sotto l’acqua con gli occhi chiusi.</p>
<p>Sono sempre stato attratto dalle donne, ma devo ammettere che in qualche caso avevo avuto pensieri erotici riguardo qualche mio compagno di squadra. Uno di questi era proprio Francesco.</p>
<p>Di corporatura minuta, ha gli occhi verdi, la bocca larga con le labbra rosse e sottili, i capelli castano chiaro; i pettorali non sono troppo sviluppati mentre gli addominali sono ben segnati. Di lui osservavo soprattutto di sfuggita il culetto sodo e rotondo e le gambe belle, muscolose e praticamente glabre, proprio da calciatore. Il cazzo era di lunghezza e diametro notevoli rispetto all’altezza.</p>
<p>Aprii l’acqua e mi misi sotto la doccia a fianco alla sua. Aprì gli occhi e mi guardò straniato.  <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/imprevisto-gay-nello-spogliatoio/#more-23" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/imprevisto-gay-nello-spogliatoio/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Una professoressa lesbica</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/una-professoressa-lesbica/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/una-professoressa-lesbica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Aug 2007 08:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Lesbiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/una-professoressa-lesbica/</guid>
		<description><![CDATA[- Sei una ragazza intelligente, ma se non t&#8217;impegni a studiare sarò costretta a non ammetterti al quinto anno. Lo sai, no?
  - Ce la sto mettendo tutta Prof. Cosa altro potrei fare?
  - Molto, molto di più. Potresti prendere delle ripetizioni, ad esempio.
  - Mica posso raccontare ai miei genitori che ho bisogno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Sei una ragazza intelligente, ma se non t&#8217;impegni a studiare sarò costretta a non ammetterti al quinto anno. Lo sai, no?<br />
  - Ce la sto mettendo tutta Prof. Cosa altro potrei fare?<br />
  - Molto, molto di più. Potresti prendere delle ripetizioni, ad esempio.<br />
  - Mica posso raccontare ai miei genitori che ho bisogno di lezioni private. Mi terrebbero chiusa dentro le mura di casa fino al termine dell&#8217;anno scolastico.<br />
  - Potresti venire a casa mia due pomeriggi la settimana. Resterebbe un segreto fra noi. Che ne dici?<br />
  - Glielo farò sapere Prof.<br />
  - Erika, ci conto eh!<br />
  Per tutto il tempo della chiacchierata la professoressa Franchini non mi aveva tolto gli occhi di dosso. Ero imbarazzata, a disagio, ma non sapevo che pesci pigliare per sbarazzarmene. All&#8217;uscita da scuola mi aveva preso da parte e non era la prima volta che lo faceva. La minaccia di una bocciatura assomigliava più a un ricatto piuttosto che a un materno consiglio.<br />
  La mia classe era mista. I maschi, una decina in tutto, erano per lo più goffi e maldestri, con il viso pieno di brufoli. Ragioni sufficienti per giustificare il mio interesse per le femmine. Stavo meglio in compagnia delle ragazze piuttosto che con i maschi, ma non mi sentivo lesbica, anche se molte delle mie compagne mi giudicava tale.</p>
<p>L&#8217;abitazione della professoressa Franchini si trovava al terzo piano di un antico palazzo in pieno centro cittadino. Raggiunsi l&#8217;appartamento mettendo piede su un vetusto ascensore che arrestò la corsa al pianerottolo dove abitava l&#8217;insegnante.<br />
  - Sei in perfetto orario, brava!<br />
  La professoressa Franchini era ad attendermi sulla porta di casa. Indossava una vestaglia da camera di seta bianca con disegnati dei piccoli fiorellini. Un tipo di abbigliamento che la faceva sembrare più giovane rispetto ai suoi quarant&#8217;anni.</p>
<p> <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/una-professoressa-lesbica/#more-22" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/una-professoressa-lesbica/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il mio primo amante</title>
		<link>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-mio-primo-amante/</link>
		<comments>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-mio-primo-amante/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2007 18:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiashan1</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amatoriali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-mio-primo-amante/</guid>
		<description><![CDATA[Ho aspettato un po’ di tempo perché volevo che fosse mio marito a chiedermelo e quasi cominciavo ad essere delusa del suo silenzio, ad un certo punto ebbi anche paura che la cosa non lo interessasse più, bella fregatura. Un bel giorno invece mio marito mi dice: - Ma te piaciuto esserti fatta scopare da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aspettato un po’ di tempo perché volevo che fosse mio marito a chiedermelo e quasi cominciavo ad essere delusa del suo silenzio, ad un certo punto ebbi anche paura che la cosa non lo interessasse più, bella fregatura. Un bel giorno invece mio marito mi dice: - Ma te piaciuto esserti fatta scopare da Pino è stato bello? ti sei divertita ed è ripetibile?- Non aspettavo altro, - se per farti piacere l’ho fatto poche volte ma posso anche ripetere se tu vuoi- Stavo mentendo, lo volevo io, eccome lo volevo.<br />
Telefonai a Pino dicendoli che mio marito era a conoscenza del nostro ex rapporto e che volevo incontrarlo insieme a mio marito …… fissammo un appuntamento nella sua villetta che ben conoscevo.<br />
Cercai di prepararmi Sexy erano anni che non lo rivedevo… di…. conseguenza, autoreggenti nere, perizoma dello stesso colore, minigonna vertiginosa (persino mio marito che mi vuole vistosa la definì molto compiaciuto indecente), stivali al ginocchio con tacchi da brivido ed una generosa maglietta dalla quale intuivo che i miei seni nudi potevano uscire al minimo movimento, Mio marito mi voleva “porcellina”? Lo ero!<br />
Arrivammo in anticipo e mio marito, già eccitato, mi infilò un dito nella figa per sentirne lo stato, era più bagnata di un mare, - Facevi tanto la santarellina ma non mi pare che il pensiero di fare la troia ti dispiaccia molto- mi disse ridendo e mentre lui rideva io suonai’ il campanello, mi apri pino trovandolo di fronte mi sembrò ancora più bello di quando lavoravo per lui nel suo negozio, una volta richiusa la porta alle nostre spalle mi baciò molto dolcemente e mi fece i complimenti per come ero (s)vestita, percorremmo il lungo corridoio che ci separava dal salotto e in questo tragitto lui non fece che palparmi il culo, cominciava bene la serata. <a href="http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-mio-primo-amante/#more-21" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.raccontidisesso.net/2007/racconto-di-sesso/il-mio-primo-amante/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
