Pronto soccorso


Posted in Amatoriali on Settembre 28th, 2007 by admin

Davanti a me, sulla scrivania, ho una copia di Novella 2000. Alla mia destra c’è un blocco di carta per fotocopiatrice, due o tre matite, una gomma ed una calcolatrice. Mezzanotte è passata da poco. E’ una notte afosa; mi restano ancora sei ore di lavoro prima di porre termine al turno di notte. Il telefono si mette a squillare. Richiudo le pagine della rivista che sto leggendo e sollevo la cornetta del telefono. - Pronto Urologia - dico, con voce assonnata. - Sono il dottor Gobetti del Pronto Soccorso - sostiene l’uomo che sta all’altro capo del telefono - Abbiamo un’urgenza per il vostro reparto. Avete disponibilità di letti? - Sì, due - mi faccio garante. - Bene! Fra pochi minuti i portantini saranno lì con un paziente. La comunicazione s’interrompe. Il medico ha riposto la cornetta senza concedere alcun’altra informazione. . Il reparto in cui presto servizio è di tipo specialistico. Qui confluiscono le urgenze che hanno come pertinenza l’apparato genito-urinario. Sempre più spesso, specie di notte, accogliamo soggetti affetti da perversioni. In un recente passato ho assistito al ricovero di pazienti con patologie davvero particolari come nel caso di un uomo che alla ricerca di un piacere solitario, si era infilato nell’uretra un metro di sottile filo elettrico. Per sua fortuna il chirurgo, superando non poche difficoltà, era stato in grado d’estrarlo in endoscopia dalla vescica dove si era raggomitolato su se stesso. Non più tardi di venti giorni fa si è presentato al Pronto Soccorso un paziente con il pene completamente scorticato. L’uomo ha dichiarato di essersi procurato quel tipo di lesione girando nudo per casa. A suo dire una porta dell’abitazione, sospinta dal vento, gli aveva schiacciato il pene contro lo stipite. Dopo gli accertamenti del caso è stato appurato che le cause del danno erano da attribuirsi a morsi di animale, probabilmente di un cane: il suo. Alla luce di questi precedenti ogni volta che sta per giungere un’urgenza, sono preda di una certa apprensione, specie di notte quando in reparto sono l’unica infermiera in servizio. .

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La crociera


Posted in Amatoriali on Settembre 22nd, 2007 by admin

Eravamo sul ponte principale della nave.
Finalmente.
Fra biglietti, documenti e bagagli, nelle ultime due ore era stato un inferno.
Ma ora eravamo a bordo, pronte a partire per la nostra crociera.
L’avevamo sognata e sospirata per tutto l’inverno, parlandone in continuazione, sedute alle nostre scrivanie della società immobiliare presso la quale lavoravamo.
Avevamo studiato tutto di quel viaggio.
Il periodo migliore per partire, dove andare, quale nave scegliere.
Avevamo sostenuto una dura lotta con i colleghi per far combaciare i nostri periodi di ferie.
Ma alla fine ce l’avevamo fatta. Ora il viaggio sarebbe iniziato.

Monica era affacciata, accanto a me, al parapetto della nave; i capelli biondi e lunghi al vento, guardava le ultime attività che si svolgevano attorno alla nave, prima della partenza.
I marinai stavano sciogliendo le ultime gomene e le enormi ancore venivano issate con un rumore stridente.
Ancora pochi minuti e la nave avrebbe preso il largo.
Iniziava così la nostra vacanza, il nostro viaggio tanto desiderato.
E, nelle nostre speranze, avrebbe avuto inizio il divertimento.
Sole e mare, visite guidate nei posti in cui la nave avrebbe fatto scalo, cibi prelibati e serate in discoteca.
E, più di tutto, quello che Monica ed io ci aspettavamo, era di vivere qualche bella avventura, di rimorchiare qualche bel ragazzo, per poi raccontare tutto alle nostre colleghe, una volta rientrate in ufficio.
La sirena suonò lungamente e la nave si staccò dal molo. Leggi tutto »

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Il testamento


Posted in Amatoriali on Settembre 16th, 2007 by admin

Il notaio leggeva con voce nasale e monotona i preliminari del testamento del defunto ” zio ” Dimitri.
Con lo sguardo, seguivo annoiato le evoluzioni di una mosca, che si posava di continuo sull’enorme scrivania, senza trovare mai pace in quell’afoso pomeriggio di luglio.
Alla lettura del testamento erano presenti anche le mie tre cugine, Marika, Anthi e Caterina.

Lo ” zio ” Dimitri non era propriamente un nostro zio.
Amico d’infanzia di mio padre e di mio zio (quello vero, per intenderci), il padre delle mie tre cugine, Dimitri, scapolo impenitente, ci aveva adottati come suoi nipoti acquisiti fin da quando eravamo bambini, coccolandoci e viziandoci, riempiendoci di regali e di premure, con il risultato di diventare da subito il nostro ” zio ” prediletto.
D’estate, in agosto, per le vacanze ci trasferivamo tutti da lui: mio padre e mia madre, il fratello di mio padre e la moglie, con al seguito il sottoscritto e le mie tre cugine.
Trascorrevamo l’intero mese nella sua enorme villa sul lago di Trihonida, dove noi, da ragazzini, passavamo il tempo fra bagni e giochi, e improbabili avventure nelle assolate campagne circostanti.
Ricco sfondato, lo ” zio ” Dimitri era proprietario di alcune società di import-export, nonché di una fiorente agenzia marittima al Pireo.
Insomma, galleggiava beato su un mare di dracme.
Da sempre appassionato intenditore di orologi, negli anni aveva investito capitali in una straordinaria collezione, il cui valore potete ben immaginare.
E quando si era stancato di lavorare, aveva ceduto tutte le sue attività, per mettersi a godere la vita, dilapidando capitali tra auto di lusso, donne e vacanze.
Un infarto lo aveva stroncato improvvisamente a St.Moritz, sembra dopo una notte di baldoria e di bevute in compagnia di due ballerine brasiliane. Leggi tutto »

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Notte di ferragosto


Posted in Amatoriali on Settembre 5th, 2007 by admin

Era la notte di ferragosto, da tempo ormai sognavamo di poter fare l’amore all’aperto di notte sotto le stelle, ma dato che non c’era mai stata la possibilità, vuoi per il tempo che per i posti, ci eravamo sempre ritrovati a sospirarla con l’idea di metterla in pratica alla prima occasione. Decidemmo di cercare un posto appartato e silenzioso, e trovandoci in vacanza in montagna non ci risultò molto difficile. Così, vagando nel buio illuminato dalla Luna, scendemmo a piedi fino alle sponde del lago dove si estendeva una piana immensa. Era il posto adatto, con lo specchio d’acqua illuminato dalla luce della Luna e, sopra di noi, un tappeto di luminose stelle a farci da soffitto. Stendemmo una coperta molto vecchia trovata in una soffitta della sua vecchia casa che ci risultò essere molto utile per la cosa e ci sdraiammo a terra rimanendo per qualche istante ad ammirare quel quadro che la natura ci offriva: era splendido, temperatura calda, nessuna luce al di fuori di quella della Luna, i grilli che cantavano intorno a noi, nulla più…. Lei per l’occasione si era messa una minigonna leggera senza calze, con un top molto leggero che lasciava intravedere il suo seno, una seconda non abbondante ma soda al tatto, ed un paio di scarpe estive aperte con tacco alto che lasciavano intravedere tutto il piede, cosa che considero essere molto sensuale in una donna. Cominciò lei a prendere l’iniziativa, si posizionò su di me a smorzacandela e cominciò a togliermi la maglietta aderente. Man mano che saliva verso il mio viso sentivo la sua lingua che percorreva il mio petto soffermandosi sui capezzoli, sapeva che erano molto sensibili e che mi davano fastidio, ma era lei a condurre il gioco. Sfilata la maglietta cominciò a baciarmi il collo, le orecchie, i lobi, le guance fino a cercare la mia bocca carnosa che la faceva impazzire. Mi diceva sempre che avevo una bocca disegnata come ogni donna avrebbe voluto.

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Il mio primo amante


Posted in Amatoriali on Agosto 24th, 2007 by Kiashan1

Ho aspettato un po’ di tempo perché volevo che fosse mio marito a chiedermelo e quasi cominciavo ad essere delusa del suo silenzio, ad un certo punto ebbi anche paura che la cosa non lo interessasse più, bella fregatura. Un bel giorno invece mio marito mi dice: - Ma te piaciuto esserti fatta scopare da Pino è stato bello? ti sei divertita ed è ripetibile?- Non aspettavo altro, - se per farti piacere l’ho fatto poche volte ma posso anche ripetere se tu vuoi- Stavo mentendo, lo volevo io, eccome lo volevo.
Telefonai a Pino dicendoli che mio marito era a conoscenza del nostro ex rapporto e che volevo incontrarlo insieme a mio marito …… fissammo un appuntamento nella sua villetta che ben conoscevo.
Cercai di prepararmi Sexy erano anni che non lo rivedevo… di…. conseguenza, autoreggenti nere, perizoma dello stesso colore, minigonna vertiginosa (persino mio marito che mi vuole vistosa la definì molto compiaciuto indecente), stivali al ginocchio con tacchi da brivido ed una generosa maglietta dalla quale intuivo che i miei seni nudi potevano uscire al minimo movimento, Mio marito mi voleva “porcellina”? Lo ero!
Arrivammo in anticipo e mio marito, già eccitato, mi infilò un dito nella figa per sentirne lo stato, era più bagnata di un mare, - Facevi tanto la santarellina ma non mi pare che il pensiero di fare la troia ti dispiaccia molto- mi disse ridendo e mentre lui rideva io suonai’ il campanello, mi apri pino trovandolo di fronte mi sembrò ancora più bello di quando lavoravo per lui nel suo negozio, una volta richiusa la porta alle nostre spalle mi baciò molto dolcemente e mi fece i complimenti per come ero (s)vestita, percorremmo il lungo corridoio che ci separava dal salotto e in questo tragitto lui non fece che palparmi il culo, cominciava bene la serata. Leggi tutto »

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Sotto le mutandine una bella sorpresa


Posted in Amatoriali on Agosto 22nd, 2007 by admin

Questa lunga notte è lenta a morire. Emma sta distesa sul letto e dorme. L’eco del suo russare è una nenia assordante che non mi fa dormire. Seduto sulla tavolozza del water osservo le piastrelle che rivestono le pareti del bagno e penso a lei.
    Sto qui da mezz’ora, ma non riesco a placare l’ansia del mio cuore. Emma è una donna molto appariscente. Le forme giunoniche del suo corpo sembrano fatte apposta per attirare su di sé gli sguardi impudichi degli uomini. Ho sempre provato particolare attrazione per le donne in carne, mentre al contrario detesto le donne magre. Sono convinto che queste ultime celino frustrazioni e complessi d’ogni sorta, mentre la donna tonda sa trasmettermi allegria e voglia di vivere.
     Emma ha trent’anni o poco più. Ho fatto la sua conoscenza alla mensa dell’ospedale. E’ capitato quando sono stato avvicinato da un collega medico. Prima di allora avevo già incrociato il suo sguardo ed avevo avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad una donna speciale. Infatti, non mi ero sbagliato.
     - Carlo, avrei un piacere da chiederti. Ho un’amica che avrebbe bisogno di fare con urgenza una lastra al torace. Posso mandartela al più presto?
     - Certamente, se vuoi anche oggi, magari nel tardo pomeriggio quando sono libero da impegni.
     - Vieni, te la presento, è una nostra collega.
     Mi alzai da tavola e lo seguii dappresso. Arrestò il passo davanti ad un tavolo occupato da tre donne; una era Emma. Scorgendola desiderai fosse lei la donna da sottoporre ad indagine. Infatti, fu così. Dopo una breve presentazione le fissai un appuntamento per le cinque di quel pomeriggio, dopodiché tornai a sedermi al mio tavolo.
     Durante la breve presentazione, una cosa mi colpì: la sua voce. Il timbro, contrariamente all’aspetto fisico, era greve, quasi mascolino, tipico delle donne che possiedono un alto tasso di testosterone nel sangue. Leggi tutto »

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