Incontro in Chat

Posted in Gay on Agosto 19th, 2007 by Kiashan1

L’incontro avvenne al buio, come spesso succede in questi casi, soltanto dopo aver udito la sua voce, un paio di volte, al telefono. Non ci potevo credere. Dopo aver sparato a zero contro le chat tante volte, anche io mi ero fatto attirare nella rete, preso da una voglia e da una carica ormonale che non potevano essere sfogate in alcun modo, neppure con le numerose seghe davanti alle foto in Internet. Non scopavo da un po’ di tempo, non incontravo nessuno che mi piacesse e così mi sono fatto affascinare dagli incontri cibernetici, dopo qualche racconto del mio amico biondino del mare, che mi faceva venire voglia di scopare, ma col quale, chissà perché, l’ho fatto solo un paio di volte.

E così mi sono collegato ad una famosa chat, col cazzo già duro, e ho conosciuto uno stupido ragazzino ancora in fascie, ma col culetto già in ebollizione, e un certo intellettuale poco più vecchio di me, in una città non troppo lontano dalla mia. Quindi, dopo un paio di telefonate, ci siamo dati appuntamento in una città intermedia. Ci siamo incontrati al casello autostradale, ci siamo visti e… non ci siamo piaciuti! Carino io e carino lui, ma niente scintilla biochimica, niente acquolina in bocca, nessun movimento dentro alle mutande.

Il pomeriggio era già avanzato, la sera ancora lunga, dunque, entrambi molto educati ed a modo, abbiamo comunque deciso di passare la serata bevendo aperitivi in città e cenando in un piccolo ristorantino in campagna. La compagnia, nonostante il mancato tiraggio di minchia, era comunque piacevole, deliziosa la conversazione – molto intelligente oserei dire – simpatica la serata. Concludiamo il tutto avvicinandoci al parcheggio di una nota discoteca gay, un locale abbastanza vicino ad entrambi dove potersi dare un prossimo appuntamento, senza particolari impegni. Spengo il motore, scendo ad accendermi una sigaretta, lui si avvicina e mi bacia inaspettatamente sul collo. Ne aveva evidentemente poca voglia, glielo leggevo in faccia, ma andarsene così, a bocca asciutta e palle piene, era come ammettere una sconfitta con se stessi. E così ho risposto di malavoglia al bacio, continuando imperterrito a fumare la mia sigaretta, perché l’unica voglia che avevo era quella di nicotina.

Sarà forse stato il mio menefreghismo a fargli rizzare l’uccello, ma dopo la mia risposta fiacca mi ha cacciato due metri di lingua in gola iniziando a palparmi da tutte le parti. Volente o nolente la carne è debole, l’adrenalina è partita, gli ormoni si sono risvegliati e la voglia è finalmente arrivata! A quel punto ho gettato la sigaretta e ho risposto al bacio e alle palpate. Continuando a slinguarci lui mi ha sbottonato la camicia ed io gli ho tolto la maglietta, mi ha strofinato un poco il petto, la pancia e subito mi ha sbottonato i pantaloni, rivelando un cazzo duro, ma non troppo, a mezza via tra la voglia di scopare e quella di tornarsene a riposo. Me l’ha preso subito in bocca e devo ammettere che era veramente bravo, ma ancora non ero sufficientemente eccitato. Deciso ad andare fino in fondo non ho voluto aspettare che lui finisse il suo pompino magistrale, poco eccitato com’ero rischiavo che l’uccello mi si ammosciasse ancora di più nella sua bocca, e così gli ho tirato giù la zip, gli ho aperto la cintura ed ho tirato fuori il suo ben di dio: un cazzo decisamente grosso e decisamente curioso, duro e piegato in avanti anziché all’indietro! Era proprio quello che ci voleva! Non so perché ma quella vista mi fece trasalire e salire l’eccitazione! Iniziai a succhiarglielo con foga e mentre lo succhiavo lo spogliavo di tutti i suoi indumenti e lo stesso feci con i miei. Eravamo completamente nudi, appoggiati ai sedili posteriori della mia auto, con le portiere aperte e le gambe penzolanti fuori dall’abitacolo. Succhiavo e lui godeva, mi accarezzava, mi incitava a continuare il mio lavoro di bocca, finché con le sue carezze non arrivò al mio culo e iniziò ad accarezzarmi il pertugio con le sue dita, che poi si bagnò facendomi eccitare ancora di più e iniziando a metterle dentro. Prima entrò con una falange, facendomi trasalire, poi aspettò che mi rilassassi per mettere dentro un secondo dito e iniziare a muoversi, a scoparmi con le dita, facendomi godere, mentre io lo facevo ansimare col mio pompino. Le sue dita diventarono tre, mentre il suo cazzo nella mia bocca diventava sempre più grande e duro, e più lui mi sditalinava, più io leccavo, pompavo e succhiavo con foga. Ad un certo punto mi tolse le dita dal culo con mio grande dispiacere, ma vidi che estrasse dalla tasca dei pantaloni un preservativo: il mio dispiacere si traformò immediatamente in un grande sorriso e non vedevo l’ora di provare nel culo quel cazzo tanto strano e fatto al contrario. Non sapevo in che posizione prenderlo, in quale sarebbe stato più facile e comodo, così ci pensò lui: “se ti metti a novanta, col culo ben in alto e le spalle ben appoggiate in basso, vedrai come ti faccio godere”. Non me lo feci ripetere due volte, mi misi in posizione, mi allargai il culo con le mani e lui iniziò la penetrazione. Subito non sembrava tanto diverso da altri cazzi, il solito dolore iniziale misto a piacere, il solito affondo… ma quando sentii le sue palle contro alle mie mi disse: “ed ora preparati ad andare in paradiso”. Cominciò un andirivieni fantastico nel mio culo con quel suo cazzo al contrario e la goduta era veramente garantita! Non so bene come, ma quel suo cazzo mi toccava dentro come non avevo mai sentito e non stavo capendo più niente. Mi scopava il culo come nessuno aveva mai fatto, sentivo le mie budella ribollire dal piacere, il mio culo in fiamme e il mio cazzo sempre più duro. “Hai visto che avevo ragione?” mi disse sentendomi ansimare e non più in grado di pronunciare alcuna parola, “il mio cazzo non ha mai deluso alcun culo messo a novanta”. E aveva proprio ragione, perché il suo avanti e indietro mi stava facendo trasalire. Andò avanti così per parecchio tempo, finché non mi sborrò nel culo una bella quantità di sperma bianca, che rimase tutta raccolta nel preservativo che aveva usato. Si appoggiò qualche istante sulla mia schiena, come per riposarsi, poi tolse il suo uccello da dentro di me, mi leccò per bene il buco del culo e infine mi porse il suo cazzo da leccare e da ripulire ben bene, prima di rimetterlo dentro ai boxer. “Grazie” mi disse, “anch’io ho goduto, è stata proprio una bella scopata, dovremmo ripeterla. “Volentieri” risposi io, “a patto che la prossima volta mi scopi più a lungo” gli dissi, “ma poi vorrei anch’io provare il tuo culo”!



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