Una donna senza mutandine
Un acquazzone estivo aveva scaricato sulla città una pioggia torrenziale. La temperatura dell’aria era scemata di qualche grado producendo un salutare refrigerio. Avevo lasciato la clinica poco dopo le dieci in compagnia di Lilly lasciando alle mie spalle ansie e preoccupazioni.
Trovare da parcheggiare nelle vicinanze di Piazza Garibaldi a quell’ora di sera si dimostrò una impresa alquanto ardua. Dopo tanto girovagare trovammo uno spazio libero in prossimità del Teatro Regio. Messo piede a terra ci siamo incamminate verso la piazza. Ai piedi calzavo un paio di sandali con strisce di cuoio nere, allacciate intorno alla caviglia. Un tipo di calzatura comodo per camminare, ma poco adatto a proteggermi dagli spruzzi d’acqua che sollevavo ogniqualvolta mettevo un piede in fallo su una delle pozzanghere che in grande numero occupavano i marciapiedi.
Attraversammo Piazza della Steccata, a quell’ora deserta, guardata a vista dalla statua del Parmigianino che faceva da sentinella ai negozi che si affacciano sul piazzale.
- Ci sarà gente in piazza stasera? - chiese Lilly mentre attraversavamo il vicolo che dalla Steccata conduce in Piazza Garibaldi. Leggi tutto »
