Posted in Gay on Agosto 28th, 2007 by admin Entrai negli spogliatoi molto dopo rispetto agli altri. Mi ero fermato a parlare con l’allenatore prima che questo tornasse a casa. Ero sicuro di essere solo: avevo visto gli altri miei compagni di squadra uscire uno ad uno dal sottopassaggio.
Mi sedetti sulla panchina e cominciai a togliermi i vestiti per fare la doccia, quando sentii dalle docce che l’acqua continuava a scorrere. “Qualcuno deve aver dimenticato l’acqua aperta” pensai scuotendo la testa e prendendo l’accappatoio e lo shampoo. Aperta la porta mi vidi davanti Francesco, fermo sotto l’acqua con gli occhi chiusi.
Sono sempre stato attratto dalle donne, ma devo ammettere che in qualche caso avevo avuto pensieri erotici riguardo qualche mio compagno di squadra. Uno di questi era proprio Francesco.
Di corporatura minuta, ha gli occhi verdi, la bocca larga con le labbra rosse e sottili, i capelli castano chiaro; i pettorali non sono troppo sviluppati mentre gli addominali sono ben segnati. Di lui osservavo soprattutto di sfuggita il culetto sodo e rotondo e le gambe belle, muscolose e praticamente glabre, proprio da calciatore. Il cazzo era di lunghezza e diametro notevoli rispetto all’altezza.
Aprii l’acqua e mi misi sotto la doccia a fianco alla sua. Aprì gli occhi e mi guardò straniato. Leggi tutto »
No Comments » Posted in Lesbiche on Agosto 26th, 2007 by admin - Sei una ragazza intelligente, ma se non t’impegni a studiare sarò costretta a non ammetterti al quinto anno. Lo sai, no?
- Ce la sto mettendo tutta Prof. Cosa altro potrei fare?
- Molto, molto di più. Potresti prendere delle ripetizioni, ad esempio.
- Mica posso raccontare ai miei genitori che ho bisogno di lezioni private. Mi terrebbero chiusa dentro le mura di casa fino al termine dell’anno scolastico.
- Potresti venire a casa mia due pomeriggi la settimana. Resterebbe un segreto fra noi. Che ne dici?
- Glielo farò sapere Prof.
- Erika, ci conto eh!
Per tutto il tempo della chiacchierata la professoressa Franchini non mi aveva tolto gli occhi di dosso. Ero imbarazzata, a disagio, ma non sapevo che pesci pigliare per sbarazzarmene. All’uscita da scuola mi aveva preso da parte e non era la prima volta che lo faceva. La minaccia di una bocciatura assomigliava più a un ricatto piuttosto che a un materno consiglio.
La mia classe era mista. I maschi, una decina in tutto, erano per lo più goffi e maldestri, con il viso pieno di brufoli. Ragioni sufficienti per giustificare il mio interesse per le femmine. Stavo meglio in compagnia delle ragazze piuttosto che con i maschi, ma non mi sentivo lesbica, anche se molte delle mie compagne mi giudicava tale.
L’abitazione della professoressa Franchini si trovava al terzo piano di un antico palazzo in pieno centro cittadino. Raggiunsi l’appartamento mettendo piede su un vetusto ascensore che arrestò la corsa al pianerottolo dove abitava l’insegnante.
- Sei in perfetto orario, brava!
La professoressa Franchini era ad attendermi sulla porta di casa. Indossava una vestaglia da camera di seta bianca con disegnati dei piccoli fiorellini. Un tipo di abbigliamento che la faceva sembrare più giovane rispetto ai suoi quarant’anni.
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1 Comment » Posted in Amatoriali on Agosto 24th, 2007 by Kiashan1 Ho aspettato un po’ di tempo perché volevo che fosse mio marito a chiedermelo e quasi cominciavo ad essere delusa del suo silenzio, ad un certo punto ebbi anche paura che la cosa non lo interessasse più, bella fregatura. Un bel giorno invece mio marito mi dice: - Ma te piaciuto esserti fatta scopare da Pino è stato bello? ti sei divertita ed è ripetibile?- Non aspettavo altro, - se per farti piacere l’ho fatto poche volte ma posso anche ripetere se tu vuoi- Stavo mentendo, lo volevo io, eccome lo volevo.
Telefonai a Pino dicendoli che mio marito era a conoscenza del nostro ex rapporto e che volevo incontrarlo insieme a mio marito …… fissammo un appuntamento nella sua villetta che ben conoscevo.
Cercai di prepararmi Sexy erano anni che non lo rivedevo… di…. conseguenza, autoreggenti nere, perizoma dello stesso colore, minigonna vertiginosa (persino mio marito che mi vuole vistosa la definì molto compiaciuto indecente), stivali al ginocchio con tacchi da brivido ed una generosa maglietta dalla quale intuivo che i miei seni nudi potevano uscire al minimo movimento, Mio marito mi voleva “porcellina”? Lo ero!
Arrivammo in anticipo e mio marito, già eccitato, mi infilò un dito nella figa per sentirne lo stato, era più bagnata di un mare, - Facevi tanto la santarellina ma non mi pare che il pensiero di fare la troia ti dispiaccia molto- mi disse ridendo e mentre lui rideva io suonai’ il campanello, mi apri pino trovandolo di fronte mi sembrò ancora più bello di quando lavoravo per lui nel suo negozio, una volta richiusa la porta alle nostre spalle mi baciò molto dolcemente e mi fece i complimenti per come ero (s)vestita, percorremmo il lungo corridoio che ci separava dal salotto e in questo tragitto lui non fece che palparmi il culo, cominciava bene la serata. Leggi tutto »
1 Comment » Posted in Gay on Agosto 23rd, 2007 by admin Il treno rallentò la corsa in prossimità della stazione di Parma. Davanti a una delle porta d’uscita della carrozza ferroviaria ero in attesa di scendere a terra. Un inaspettato rimbalzo provocato dall’arresto della motrice, anticipato dallo strepitio dei freni delle ruote dell’intero convoglio, mi fece perdere l’equilibrio esponendomi al rischio di cadere sul pavimento.
La pensilina della stazione era deserta. Nessuno scese dal convoglio oltre a me. Sollevai il bavero del cappotto per ripararmi dal freddo della notte e m’incamminai verso il sottopassaggio. La neve cadeva a fiocchi larghi ed aveva imbiancato il paesaggio. Soltanto le coppie di rotaie, sul cui rettifilo si muovevano i treni, sembravano immuni dagli effetti imbianchenti della neve.
Discesi i gradini del sottopassaggio e m’incamminai verso l’uscita della stazione ferroviaria. L’androne in stile liberty dove si affacciavano gli sportelli per la vendita dei biglietti era pressoché deserto. Il tabellone elettronico affisso a una parete, messo lì per informare i viaggiatori sui movimenti dei treni in arrivo e in partenza, indicava le 2.09.
Il treno su cui avevo viaggiato fino Parma aveva raggiunto la città ducale con un ritardo di tre ore rispetto l’ora prevista. Una bufera di neve abbattutasi sulla linea ferroviaria nel tratto appenninico fra Firenze e Bologna aveva costretto i treni a soste prolungate nella città del giglio ed in quella felsinea. Persa la coincidenza con il rapido per La Spezia sarei dovuto restare a Parma fino alle sette di mattina, ora in cui avrei ripreso la strada verso casa. Leggi tutto »
No Comments » Posted in Amatoriali on Agosto 22nd, 2007 by admin Questa lunga notte è lenta a morire. Emma sta distesa sul letto e dorme. L’eco del suo russare è una nenia assordante che non mi fa dormire. Seduto sulla tavolozza del water osservo le piastrelle che rivestono le pareti del bagno e penso a lei.
Sto qui da mezz’ora, ma non riesco a placare l’ansia del mio cuore. Emma è una donna molto appariscente. Le forme giunoniche del suo corpo sembrano fatte apposta per attirare su di sé gli sguardi impudichi degli uomini. Ho sempre provato particolare attrazione per le donne in carne, mentre al contrario detesto le donne magre. Sono convinto che queste ultime celino frustrazioni e complessi d’ogni sorta, mentre la donna tonda sa trasmettermi allegria e voglia di vivere.
Emma ha trent’anni o poco più. Ho fatto la sua conoscenza alla mensa dell’ospedale. E’ capitato quando sono stato avvicinato da un collega medico. Prima di allora avevo già incrociato il suo sguardo ed avevo avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad una donna speciale. Infatti, non mi ero sbagliato.
- Carlo, avrei un piacere da chiederti. Ho un’amica che avrebbe bisogno di fare con urgenza una lastra al torace. Posso mandartela al più presto?
- Certamente, se vuoi anche oggi, magari nel tardo pomeriggio quando sono libero da impegni.
- Vieni, te la presento, è una nostra collega.
Mi alzai da tavola e lo seguii dappresso. Arrestò il passo davanti ad un tavolo occupato da tre donne; una era Emma. Scorgendola desiderai fosse lei la donna da sottoporre ad indagine. Infatti, fu così. Dopo una breve presentazione le fissai un appuntamento per le cinque di quel pomeriggio, dopodiché tornai a sedermi al mio tavolo.
Durante la breve presentazione, una cosa mi colpì: la sua voce. Il timbro, contrariamente all’aspetto fisico, era greve, quasi mascolino, tipico delle donne che possiedono un alto tasso di testosterone nel sangue. Leggi tutto »
No Comments » Posted in Lesbiche on Agosto 21st, 2007 by admin Il vento sospinge verso terra il profumo del mare. E’ una giornata di sole, fa caldo ed ho la fronte imperlata di sudore. Le curve della strada, sospesa a precipizio sul mare, si susseguono una dopo l’altra fra la costa rocciosa in un tourbillon d’immagini di rara bellezza.
Concentrata nella guida della Lancia Ypsilon sono distratta dalle figure dei rari bagnanti che a quest’ora del pomeriggio occupano le calette fra le insenature della roccia.
L’odore di salsedine mi giunge prepotente sino alle narici attraverso i finestrini della vettura opportunamente abbassati. In queste giornate di fine ottobre la litoranea e pressoché deserta. Automobili e autoarticolati si spostano rumorosi sui viadotti dell’autostrada qualche centinaio di metri sopra la mia testa. Sono rare le autovetture che incrocio nel tragitto che mi conduce verso casa.
Cespugli di fichi d’india e alberi di olivo, caratteristici della flora mediterranea, occupano il terreno calcareo ai lati della strada. Il rimescolamento di questi delicati profumi ha poco in comune con i sapori della terra da cui provengo. Penso al clima umido e alla nebbia che in questi giorni ingrigisce il paesaggio della pianura padana mentre proseguo nel viaggio verso casa. Sono sola con me stessa, soltanto il cielo e il mare mi tengono compagnia in questo strano pomeriggio di fine ottobre.
Una figura femminile, sbucata dal nulla, fa d’improvviso capolino sul ciglio della strada alla mia destra. La donna accenna ad un saluto. Muove con insistenza il braccio nella mia direzione. Soltanto quando le sono vicino intuisco che sta facendo segno di fermarmi. Forse vuole un passaggio, penso. Leggi tutto »
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